Per quota 100 poche richieste ed oneri elevati

“Quota 100”, l’eredità in ambito previdenziale del Governo gialloverde uscente, si è dimostrata una misura che ha coinvolto poche persone e, alla lunga, rischia di comportare costi elevati. Con la possibilità di andare in pensione con 62 anni di età e 38 di contributi, si garantisce, sulla carta, uno sconto fino a 5 anni rispetto alla pensione di vecchiaia e quasi altrettanti rispetto alla pensione anticipata. In base alle previsioni stimate dall’Esecutivo, avrebbero dovuto sfruttare questa opportunità circa 290.000 lavoratori quest’anno, 327.000 l’anno prossimo e 356.000 nel 2021; i numeri relativi ai primi mesi di utilizzo dicono invece che le adesioni sono inferiori alle attese e il 2019 si dovrebbe concludere con circa 200.000 pensionamenti. Il Governo gialloverde ha inoltre ripristinato “Opzione Donna”, cioè, la possibilità per le lavoratrici di andare in pensione a 57 o 58 anni di età, ma con l’assegno determinato tramite il sistema di calcolo contributivo, che, nella maggior parte dei casi, comporta una riduzione consistente dell’importo. Infine, va segnalato che arrivano a scadenza quest’anno l’Ape sociale, quello volontario e quello aziendale; pertanto,chi sarà al governo a dicembre dovrà decidere se prorogarli o concludere la sperimentazione. Queste misure hanno suscitato le critiche di organismi internazionali: secondo il report elaborato in primavera dalla Commissione europea i provvedimenti attuati nel 2019 “aumenteranno considerevolmente la spesa pensionistica nei prossimi anni…la riforma graverà sulle finanze pubbliche anche dopo il 2021” e l’ampliamento dell’accesso alla pensione anticipata potrebbe “incidere negativamente sull’offerta di lavoro, ostacolando così la crescita potenziale”; parere analogo quello dell’Ocse, secondo cui la mini riforma ridurrà l’età effettiva di pensionamento di 3 anni nel 2021, di 1,4 nel 2024 e di 0,8 nel 2032 con un impatto negativo che oscilla tra lo 0,3 e lo 0,4% del Pil rispetto al quadro normativo del 2018.

Fonte: Il Sole 24 Ore n. 234 del 26/08/2019 pag. 2 Autore: Matteo Prioschi