Le recenti risposte dell’ARAN sulle posizioni organizzative

A chi compete la maggiorazione prevista dal CCNL 2016-2018 per le posizioni organizzative in convenzione? È possibile la richiesta di una posizione organizzativa da parte di un Ente pubblico al di fuori del comparto delle Funzioni Locali? Quale maggiorazione delle retribuzioni di risultato riconoscere alla posizione organizzativa in convenzione?
Le risposte sono state fornite dall’ARAN con specifici recenti orientamenti applicativi.
La maggiorazione della retribuzione di posizione
In caso di utilizzazione di un dipendente tra due Enti (cosi detto scavalco condiviso) è stato chiesto a quale ente compete la maggiorazione della retribuzione di posizione della posizione organizzativa. In via preliminare, le disposizioni particolari sulle posizioni organizzative, inserite all’art. 17 del CCNL 2016-2018 della Funzioni Locali, prevedono al comma 6 che “Nelle ipotesi di conferimento di incarico di posizione organizzativa, a personale utilizzato a tempo parziale presso altro ente o presso servizi in convenzione, ivi compreso il caso dell’utilizzo a tempo parziale presso una Unione di comuni, secondo la disciplina già prevista dagli artt. 13 e 14 del CCNL del 22 gennaio 2004, le retribuzioni di posizione e di risultato, ferma la disciplina generale, sono corrisposte secondo quanto di seguito precisato e specificato: a) l’ente di provenienza continua a corrispondere le retribuzioni di posizione e di risultato secondo i criteri nello stesso stabiliti, riproporzionate in base alla intervenuta riduzione della prestazione lavorativa e con onere a proprio carico; b) l’ente, l’Unione o il servizio in convenzione presso il quale è stato disposto l’utilizzo a tempo parziale corrispondono, con onere a proprio carico, le retribuzioni di posizione e di risultato in base alla graduazione della posizione attribuita e dei criteri presso gli stessi stabiliti, con riproporzionamento in base alla ridotta prestazione lavorativa; c) al fine di compensare la maggiore gravosità della prestazione svolta in diverse sedi di lavoro, i soggetti di cui al precedente alinea possono altresì corrispondere con oneri a proprio carico, una maggiorazione della retribuzione di posizione attribuita ai sensi del precedente alinea, di importo non superiore al 30% della stessa”.
Secondo i tecnici dell’ARAN (orientamento applicativo CFL 40 del 3 aprile 2019), l’utilizzazione di un dipendente tra due amministrazioni comportando necessariamente una maggiore gravità delle attività svolte, il contratto per le posizioni organizzative riconosce una maggiorazione della retribuzione di posizione, determinata in base ai criteri di graduazione adottati, di importo non superiore al 30%. Questa disposizione contrattuale prevede in modo espresso che l’ente di destinazione possa corrispondere “con oneri a proprio carico” fino al 30% della stessa. Ricorda l’ARAN come l’importo della retribuzione di posizione, determinato tenendo conto anche della eventuale maggiorazione decisa dall’ente di destinazione, deve essere comunque riproporzionato in relazione alla durata prevista della prestazione lavorativa presso l’ente utilizzatore a tempo parziale, il servizio in convenzione e l’Unione di Comuni.
Lo scavalco condiviso tra Enti
La possibilità di poter utilizzazione un dipendente in convenzione tra due enti è espressamente stabilito dalle disposizioni contrattuali degli Enti locali. Inoltre, su tale condivisione del personale è anche intervenuto di recente il legislatore che, nella Legge di Bilancio 2019 comma 124 dell’articolo unico, ha stabilito che “Al fine di soddisfare la migliore realizzazione dei servizi istituzionali e di conseguire una economica gestione delle risorse, gli enti locali possono utilizzare, con il consenso dei lavoratori interessati, personale assegnato da altri Enti cui si applica il contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto Funzioni Locali per periodi predeterminati e per una parte del tempo di lavoro d’obbligo, mediante convenzione e previo assenso dell’ente di appartenenza. La convenzione definisce, tra l’altro, il tempo di lavoro in assegnazione, nel rispetto del vincolo dell’orario settimanale d’obbligo, la ripartizione degli oneri finanziari e tutti gli altri aspetti utili per regolare il corretto utilizzo del lavoratore. Si applicano, ove compatibili, le disposizioni di cui all’articolo 14 del contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto delle regioni e delle autonomie locali del 22 gennaio 2004”.
Precisati i presupposti contrattuali e legislativi, alla domanda se un ente pubblico non economico potesse richiedere in convenzione un dipendente di un Ente locale, la risposta dell’ARAN (orientamento applicativo CFL 47 del 3 aprile 2019) è stata negativa potendosi avvalere di questa disposizione contrattuale solo gli Enti locali, e per previsione legislativa esteso a tutti gli enti del contratto delle Funzioni Locali. La conseguenza di tale scelta contrattuale e legislativa è che mentre l’ente locale può avvalersi del personale condiviso di un ente pubblico non economico, non è possibile la possibilità inversa. Per l’ente pubblico non economico l’unica possibilità è data dal ricorso a forme di assegnazione temporanea previste dalla vigente normativa (ad esempio, il comando).
Retribuzione di risultato delle PO condivise
La possibilità, oltre al possibile incremento della posizione organizzativa secondo le regole dell’ente ricevente, di potersi avvalere correlativamente della maggiorazione compresa tra il 10% fino al 30% della retribuzione di risultato (art. 14, comma 5, CCNL 22 gennaio 2004), in presenza di incarico di posizione organizzativa conferito al medesimo dipendente presso l’ente di appartenenza e presso altro ente che lo utilizzi a tempo parziale o nell’ambito dei servizi in convenzione, secondo i tecnici dell’ARAN (orientamento applicativo CFL 49 del 3 aprile 2019) non è possibile. Infatti, nel nuovo contratto è ora previsto che al finanziamento della retribuzione di risultato deve essere destinata una quota non inferiore al 15% del complessivo ammontare delle risorse finalizzate all’erogazione della retribuzione di posizione e di risultato di tutte le posizioni organizzative previste dall’ordinamento dell’ente. In altri termini, per i tecnici dell’ARAN deve ritenersi integralmente e definitivamente disapplicata la precedente disciplina della retribuzione di risultato delle posizioni organizzative contenuta nell’art. 10, comma 3, del CCNL del 31 marzo 1999.
Fonte: La Gazzetta degli Enti Locali – www.lagazzettadeglientilocali.it

Autore: V. Giannotti 10/4/2019
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