Smart work non più questo sconosciuto … I fatti di questi giorni hanno bruscamente portato alla ribalta una modalità di prestazione di lavoro che altrove è ampiamente utilizzata da almeno due decadi.

Si tratta di rivoluzionare la visione del lavoro che sostanzialmente è stata la stessa dalla prima rivoluzione industriale ad oggi, fondata cioè sulla mancanza di fiducia nel rapporto tra il datore di lavoro/controllore ed il lavoratore/controllato.

Sono maturi i tempi per i quali si può stringere un’alleanza tra i due soggetti del lavoro, fondata sulla professionalizzazione del prestatore di lavoro che esercita la sua attività sapendo di doverla compiere con responsabilità e correttezza, assumendo così il ruolo di co-attore nel processo produttivo e sdoganando il tabù per il quale il lavoro deve essere contrazione della vita e sacrificio di ogni altro aspetto del quotidiano. Il lavoro deve poter essere compatibile con le esigenze della vita e svincolato da luoghi e tempi in accordo con il datore di lavoro per implementare così il benessere lavorativo che tutti gli indicatori analitici individuano come il miglior motore della produttività.

Aumento della qualità e quantità del lavoro, ma anche decongestione del traffico cittadino, con conseguente ricaduta sull’inquinamento atmosferico e margine utili (nel lungo periodo) per redistribuire i risparmi netti che le amministrazioni pubbliche possono avere nel delocalizzare il lavoro nelle private abitazioni, considerati i costi di gestione delle sedi pubbliche in molti casi autentiche voragini di spesa.

Occorre saper cogliere questa opportunità che ha dei risvolti epocali in termini di rivoluzione dei modi e dei tempi della prestazione lavorativa, con prospettive molto interessanti anche riguardo all’invecchiamento medio della forza lavoro, che nei prossimi anni sarà un aspetto di tutto rilievo.

Cogliamo quindi l’occasione! Ad ognuno il suo contributo non tiriamoci indietro.

Di seguito alcune slide messe a punto dal gruppo di lavoro CSA sullo smart work, che spiegano in pochi passi di cosa si tratta, da dove proviene e quale sia la normativa di riferimento in Italia. A breve metteremo a punto un Regolamento tipo, da proporre a tutte le realtà lavorative nelle quali CSA è presente.

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cos’è lo smart work

come si applica lo smart work